Scienze motorie e sportive per l’inclusione, il corso di laurea illustrato ai giocatori della Lube Volley
Sport, formazione e futuro professionale. Questi i temi affrontati tra l’Ateneo di Macerata e i giocatori della Cucine Lube Civitanova martedì pomeriggio nella sala stampa dell’Eurosuole Forum. La professoressa Alessandra Fermani, presidente del nuovo corso di Scienze motorie e sportive per l’inclusione dell’Università degli Studi di Macerata, ha presentato ai vicecampioni d’Italia l’itinerario formativo. Un corso attivato da due settimane e con 140 iscritti. In sala, oltre ai 14 giganti della Lube, il direttore sportivo cuciniero Marko Podrascanin, il responsabile sanitario biancorosso Mariano Avio, la ricercatrice Chiara Aleffi e alcuni giovani studenti legati a Lube Academy e Aurora Treia, a testimonianza di un incontro diretto tra la dimensione accademica e quella sportiva.
L’iniziativa rientra nella promozione del corso di laurea triennale, che vede la Lube tra i principali main sponsor, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra università, società sportive e territorio presentando agli atleti le opportunità specifiche per costruire un futuro che guardi oltre la carriera agonistica.
Particolare attenzione è stata dedicata alle prospettive offerte, con possibilità di aderire al programma Erasmus. Gli studenti potranno poi proseguire gli studi oppure orientarsi verso il mondo del lavoro nel settore pubblico o privato. La docente non ha escluso la futura attivazione di un corso magistrale in inglese.
Il progetto prevede inoltre sei borse di studio offerte dal Gruppo Lube, tre delle quali potrebbero essere destinate direttamente a eventuali studenti appartenenti alla Lube Volley. Un'opportunità pensata per favorire la conciliazione tra attività sportiva d’eccellenza e alta formazione, fornendo agli atleti la chance di investire parallelamente nella propria istruzione e in alternative professionali.
“La proposta formativa è molto interessante – ha detto il ds Marko Podrascanin –. Invito i giocatori a prendere seriamente in considerazione l’offerta didattica. Pensare al futuro per un atleta è determinante perché la vita lavorativa non termina con la chiusura della carriera, anzi che comincia. Avere una laurea di questo tipo potrebbe essere un buon punto di riferimento per tutti voi!”.
La professoressa Alessandra Fermani ha carpito l’attenzione di tutti: “Il corso tratta tre ambiti disciplinari – ha spiegato –. L’area medica, quella legata alla psicopedagogia e, infine, le scienze motorie. Tra i laboratori di riferimento abbiamo quello di fitness, sport acquatici, scherma, ciclismo, pallavolo, calcio e arti marziali. Vogliamo coprire a 360 gradi le attività motorie”.
L’intervento di Mariano Avio ha completato il quadro: “Il corso è mirato all’inclusione motoria – la sua precisazione –. Questo significa garantire a tutti la possibilità di muoversi e allenarsi, indipendentemente dall’età, dalle condizioni fisiche e dal grado di abilità personale. Specializzarsi significa poter aiutare anche persone con fragilità, disabilità o postumi da infortunio. Alcune lezioni saranno tenute dagli esperti del nostro staff biancorosso”.
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